lunedì 15 dicembre 2008

Latte crudo: reale pericolo o disinformazione (e mistificazione)?

Aggiornamento! Leggi anche il nuovo post sul latte crudo!

Qualche tempo fa avevo scritto su questo blog del latte crudo, delle numerose possibilità e vantaggi dei distributori automatici sparsi un po' in tutta Italia.

L'altra sera, recandomi alla Fattoria Valdastico di Zané dove mi rifornisco regolarmente, ho visto sul distributore automatico un cartello enorme con la scritta (in caratteri rossi!):

IL PRODOTTO DEVE ESSERE CONSUMATO PREVIA BOLLITURA

Preoccupato e incuriosito, ho letto gli altri cartelli appesi al distributori. Su uno c'era l'ordinanza del Ministero della Salute, che obbligava i produttori ad appendere il cartello di cui sopra. Di fianco la spiegazione del cartello, che parlava "alcuni casi di sindrome emolitico uremica in Italia", forse dovuti al consumo di latte crudo. A completare il quadro, un foglio con l'esito delle analisi su un campione di latte della fattoria: nessuna contaminazione da batteri.

La notizia dell'ordinanza è stata riportata con discreto clamore dalla stampa e dalla TV italiana, e questo mi ha fatto ulteriormente preoccupare. Quando sono tornato a casa, ho bollito il latte, con l'idea però di andare a informarmi meglio.

Vediamo quindi i fatti.

Sul sito del Ministero della Salute, si scrive che l'obbligo di appendere quel cartello deriva in quanto:
"Sulla base delle informazioni pervenute dall’Istituto Superiore di Sanità risultano ad oggi 10 casi di bambini colpiti da sindrome emolitico uremica che hanno consumato latte crudo nei giorni precedenti (quindi è probabile una correlazione con l’alimento).
Nel 2007 i casi segnalati sono stati 3 (Rimini, Padova, Mantova) e nel 2008 sono stati 7 (Bolzano, Ancona, Bologna, Cremona, Mantova,Verona e Torino)."

Dieci (10) casi in due (2) anni (!), di "sindrome emolitico uremica", malattia però molto grave, che colpisce soprattutto i bambini, dovuta al batterio "Escherichia coli O157". Il batterio può essere presente nell'intestino dei bovini (senza causare problemi all'animale) e da lì potrebbe passare nel latte, quindi contagiare per via alimentare. L'infezione si ha solo nel caso si assuma il prodotto non cotto, da qui l'ordinanza.

Da precisare che il latte venduto nei distributore automatici è sottoposto ogni 15 giorni e mensilmente a controlli da parte dell’ Autorità Sanitaria (Servizio Veterinario), analizzandolo alla ricerca di eventuali patogeni. Per quanto riguarda il 2008 il risultato di queste analisi è stato per l’Escherichia Coli O 157, la totale assenza in tutti i 1.423 campioni analizzati.

I produttori di latte crudo vedono in questa ordinanza un attacco denigratorio, tanto è vero che si sono mobilitati con una petizione online, di cui più sotto trovate il link.

Alcune considerazioni personali.

Nei casi segnalati, non è sicuro che l'infezione sia dovuta al latte crudo, il Ministero della salute stesso dice "è probabile una correlazione con l’alimento"; infatti, come si legge sul sito dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", i germi penetrano "nell'organismo tramite l'ingestione di acque o alimenti contaminati (in genere carne poco cotta o latticini)". Quindi anche acqua o carne potrebbero essere stati i vettori del batterio.

Le informazioni sulla stampa e sulle TV sono state generiche e allarmanti. Come succede regolarmente, sono dovuto ricorrere a Internet per cercare informazioni complete. L'informazione quando è incompleta si trasforma in disinformazione, se non adirittura mistificazione.

Facendo un rapido conto, si può stimare che la vendita diretta di latte crudo fa perdere alcuni milioni di euro all'anno alla filiera commerciale che viene dopo il produttore: caseifici, latterie, supermercati e grossisti perdono il loro guadagno. Si tenga presente che il latte è venduto dai produttori alle latterie a circa 30 centesimi di euro, e arriva sugli scaffali dei supermercati a 1,40 - 1,50 euro. Fate un po' voi i conti degli interessi in gioco.

E' da considerare che bollendolo, ma anche pastorizzandolo come fanno le latterie industriali, si priva il latte di alcune sostanze benefiche, tra cui l'acido linoleico coniugato, la lattoferrina e i "famosi batteri" conosciuti come fermenti lattici (quelli presenti nello yogurt).

La cosa che rende tutto questo molto triste, è la diffusa sfiducia della gente nella stampa che lancia notizie allarmistiche e superficiali, e nei politici, che dispongono provvedimenti altrettanto allarmistici e superficiali. Si ha come la sensazione che gli interessi di pochi (aziende) superino quelli di molti (cittadini).


Link:

Ordinanza del Ministero della salute sul latte crudo
Petizione contro l'ordinanza
Sindrome emolitico uremica
Consorzio di tutela del latte crudo
Mappa dei distributori automatici di latte crudo
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